Questa apertura venne propugnata nella pratica agonistica ad alto livello da Reti e dai seguaci della scuola ipermoderna, ma è ancor oggi vivacissima e molto giocata nei tornei di tutto il mondo. L'idea del Bianco è di sviluppare anticipatamente il Cavallo di Re per esercitare subito una pressione sul centro della scacchiera invece di occuparlo con i Pedoni, come di solito accade nelle aperture più classiche. Difatti, almeno in generale, il Nero approfitta della strategia apparentemente rinunciataria del Bianco per insediarsi nella zona centrale con i propri Pedoni. Il piano del Bianco poi prosegue con un attacco concentrico tramite la spinta Pc2-c4 e frequentemente anche con lo sviluppo dell'Alfiere di Re in fianchetto, sempre nell'ottica di un controllo a distanza del centro e con lo scopo di minare alla lunga le posizioni avversarie. Alcune continuazioni dell'Apertura Reti sono state così profondamente analizzate che hanno ormai raggiunto lo status di aperture indipendenti, tanto che vengono comunemente denominate Partite e non semplicemente varianti. 1 Cf3, ... Posizione base dell'Apertura Reti
Ecco le principali continuazioni:
( 0 ) La barra statistica ha le lunghezze dei segmenti di color bianco, grigio e nero proporzionali rispettivamente alle percentuali di vittoria del Bianco, di patta e di vittoria del Nero. E', ovviamente, un indicatore da prendere un po' con le pinze finché non sarà disputato un numero maggiore di tornei tematici su questa variante.
( 1 ) Torneo tematico ApReti00-A con, in ordine di classifica, Fruit 2.1, WildCat 7, Pharaon 3.5.1, AnMon 5.60, Dragon 4.6, Little Goliath 2000 2.7, The Crazy Bishop 0052 e Patzer 3.80. Partite blitz 5'+3" giocate su PC AMD Duron 1200 con 256 MB di RAM DDR333 (CPUmark 99 = 86,8; FPUmark = 6628; Deep FritzMark = 748). |
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